Il canto del cigno

La borsetta di mammà
Giovani cantanti
Giovani cantanti

Cantanti e canzoni celebri in tutto il mondo. Da Caruso a Pavarotti, da Modugno ad Arbore, un popolo, il nostro, con una gran voglia di cantare che negli ultimi tempi, invece, si diverte al tiro al bersaglio: bamboccioni, choosy, sfigati, inoccupabili. Sono le frecce acuminate che continuamente e violentemente colpiscono i giovani in questi tempi poco felici.

 

A volte ho l'impressione che si sia sviluppata una nuova forma di lotta di classe. Al posto della lotta tra classi sociali contrapposte, sembra che si stia facendo largo un forte conflitto tra generazioni. I giovani che accusano i loro padri di aver sperperato la ricchezza nazionale e di non aver saputo cogliere le opportunità che l'Unione Europea metteva a disposizione del Paese. Di non avere investito in istruzione, ricerca e innovazione tecnologica. I padri che rimproverano i figli di scarsa attenzione verso le istituzioni, di non avere spirito di sacrificio e di essere troppo devoti al Dio Divertimento.

 

Una cosa, però, accomuna un po' tutti, anziani e giovani: una completa assenza di sensibilità verso il merito. Per far funzionare il cosiddetto ascensore sociale, e quindi la speranza, non è più necessaria la competenza. Conta moltissimo l'appartenenza. Far parte di una cordata, meglio se politica, è il viatico indispensabile per far carriera.

 

Con gli anni, inevitabilmente, il Paese si ritroverà una classe dirigente incompetente. Speriamo che il canto continui ma che non sia quello del cigno.

 

 17.11.2013