L'innocente partitina

La borsetta di mammà
Scala reale di cuori
Scala reale di cuori

L'altra sera con amici di vecchia data, tra una chiacchiera e un caffè, partendo dalle innocenti partitine a carte che facevamo in gioventù, ci siamo avventurati in un dibattito alquanto controverso. Un mix appiccicoso di politica, economia e diritto: il gioco d'azzardo.


Tra gli amici, era presente un simpatico ultra-liberale convinto sostenitore dell'incondizionata libertà dell'individuo e quindi della necessità di vietare tale passatempo solo ai minori. Niente da eccepire sull'universalità delle libertà individuali ma, e lo scrivo sommessamente, sono certo che la libertà assoluta debba essere mediata da leggi regolatrici, altrimenti i cittadini di qualsiasi Paese, persino il più civile, si azzufferebbero per futili motivi. Da qui, nei secoli, la necessità del legislatore a stabilire regole (leggi) utili a una normale convivenza civile. A mio avviso, le regole scritte servono anche a tutelare i più deboli, a garantire chi ha più bisogno.


Ciò detto, la completa liberalizzazione del gioco d'azzardo, online e/o nelle sale autorizzate, non si capisce a chi abbia veramente giovato. La diffusione straordinaria di questo fenomeno, credo, debba essere valutata attentamente nel novero dei veri benefici che essa possa dare al Paese. Non entro nel merito di ciò che si percepisce, attraverso l'informazione, delle:

- Infiltrazioni mafiose nella gestione degli investimenti;
- Persone e famiglie distrutte dai debiti di gioco;
- Ipotesi di lobbying e corruzione.

 

Mi limito solamente a considerarne l'aspetto etico-economico dopo l'episodio clamoroso della penale che la Comunità Europea ha inflitto allo Stato Italiano. E' stato multato di circa due miliardi e mezzo di euro per inadempienze. Chiunque si sarebbe aspettato che lo Stato avesse attinto l'intero onere della penale all'enorme ricchezza accumulata dagli operatori del settore. Invece no!  A questi signori si richiede circa un quarto dell'ammontare, mentre il restante è a carico di noi comuni cittadini. La cosa più grave, e non se ne capisce la ragione, è che i mezzi d'informazione hanno calato uno spesso sipario sull'episodio.

 

E' possibile che per risanare la nostra economia si debba sperare che un esercito di disperati alimenti le slot machine con i propri soldini? E se gli speculatori del settore commettono gravi errori, è giusto che le conseguenze debbano ricadere sui già miseri bilanci dei contribuenti italiani?

 

Come sono lontani i tempi quando, il sabato sera, tra amici, si faceva l'innocente partitina a poker...

 

 27.11.2013