Anni '20


No, non siamo nel 1929!

In questa sezione sono presenti miei scatti che, opportunamente trattati (come vecchie fotografie ingiallite e sgualcite), tenteranno di narrare, a volte in modo serio, altre in modo ironico, il periodo di crisi che stiamo vivendo. La crisi economica è di solito spiegata, con grande efficacia, da esperti economisti. Con un linguaggio tecnico e diretto.

Credo, molto sommessamente, che sia anche compito dell'artista "interpretare" questi eventi affinché il messaggio risultante possa coinvolgere a livello emozionale.
Insomma, immagini e parole trattate più con il "cuore" che con la "mente"...


Balle tecnologiche

La borsetta di mammà
Particolare di una Ferrari Testarossa
Particolare di una Ferrari Testarossa

Chi mi conosce personalmente sa che sono appassionato di tecnologia. Devo dire anche che la cosa mi gratifica non poco. In modo particolare provo una certa soddisfazione quando un amico mi consulta per acquistare un oggetto tecnologicamente avanzato. In qualche caso mi chiamano dopo l'acquisto per interpellarmi e ascoltare cosa ne penso.

 

Qualche settimana fa un caro amico di famiglia ha acquistato un'automobile nuova accessoriata con una nutrita serie di gadget elettronici di ultima generazione. Tra tutti spiccava un autoradio-lettore cd/dvd-navigatore-bluetooth-etc.etc. con i comandi vocali. Mi telefonò, chiedendomi di prendere un caffè assieme e, contestualmente, provare la splendida apparecchiatura facendo un giro con la nuova arrivata. Accettai prontamente per gentilezza e, soprattutto, per curiosità.

 

Prendemmo un magnifico caffè al bar e, successivamente, durante il giro in auto, iniziò lo show. Il mio amico pronunciò la parola magica "Beatles" e l'interno dell'auto si trasformò in una sala d'ascolto con effetto Surround-Dolby. I brani cantati dai Beatles si ascoltavano meravigliosamente. Pronunciò la parola "fine" e l'apparecchio si rimise in silenzio. L'amico, non pago, disse un'altra parolina magica: "Beethoven" ed ecco, come per incanto, nell'abitacolo si diffusero le note della quinta sinfonia. L'amico ci teneva a mostrarmi anche una variante sul tema. Era possibile richiedere un evento sportivo e pronunciò "l'ultima partita del Napoli" e sul piccolo schermo apparve l'ultima partita di calcio giocata dal Napoli.

 

Continuammo il giro in auto, lui molto soddisfatto ed io abbastanza sorpreso, soprattutto dall'efficienza del sistema. Ad un certo punto dovemmo rallentare. Il traffico ci costringeva quasi a fermarci. "Che, balle!" si lamentò il mio amico. Istantaneamente dagli altoparlanti del mega-impianto partì una voce: "E adesso da Radio Radicale trasmettiamo la registrazione del discorso programmatico di Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri del nuovo Governo..."

 

 01.03.2014


Il PIL della felicità

La borsetta di mammà
...Che i mattini d’estate siano tanti...
...Che i mattini d’estate siano tanti...

La moderna scienza economica impone come strumento di misurazione del benessere, il cosiddetto PIL (Prodotto Interno Lordo). Non sono esperto di economia, sembra che questo indice riassuma il valore dei beni e dei servizi prodotti dagli abitanti di un Paese nel corso dell'anno, sia essi lavoratori dipendenti, sia essi imprenditori. Quindi il successo economico, sul piano internazionale, del nostro Bel Paese è percepito in funzione di quanto misura il PIL. Esso, purtroppo, non tiene conto di altri fattori che pure concorrono notevolmente al benessere della Nazione.

 

Il 18 marzo del 1968, tre mesi prima di essere ucciso, Robert Kennedy presso l'università del Kansas pronunciava, già allora, un discorso sull'inadeguatezza del PIL. Affermava:
"...Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere..."

e ancora:
 "...Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta...".

 

Per deduzione, un Paese che consegue un PIL sufficiente, non necessariamente regala una vita felice alla propria popolazione. Ciò posto, diventa ragionevole affermare che la felicità non è il conseguimento dello scopo, bensì la spinta verso la destinazione. Insomma la felicità è il viaggio, non la meta...

 

La vita è il viaggio, non si può rinunciare a essa per qualche punto di PIL!  A tal proposito non ho potuto fare a meno di ricordare una meravigliosa poesia del greco Konstantinos Kavafis scritta nel 1911. La voglio proporre ai miei gentili visitatori:

ITACA

"Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle, coralli, ebano e ambre,
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare."

Mi rendo conto che correlare il PIL con Itaca di Constantino Kavafis può sembrare quanto meno rischioso, azzardato. Ma, come ho già scritto altre volte, mi permetto d'insistere nel dire che la vita è un regalo che ci viene fatto una volta soltanto. E' lei il nostro viaggio, l'esistenza che ci regala i "mattini d'estate", le "madreperle, coralli, ebano e ambre", i "profumi inebrianti" e le "cose dai dotti".

 

Itaca è solo la fine del viaggio.

 

 15.12.2013


L'innocente partitina

La borsetta di mammà
Scala reale di cuori
Scala reale di cuori

L'altra sera con amici di vecchia data, tra una chiacchiera e un caffè, partendo dalle innocenti partitine a carte che facevamo in gioventù, ci siamo avventurati in un dibattito alquanto controverso. Un mix appiccicoso di politica, economia e diritto: il gioco d'azzardo.


Tra gli amici, era presente un simpatico ultra-liberale convinto sostenitore dell'incondizionata libertà dell'individuo e quindi della necessità di vietare tale passatempo solo ai minori. Niente da eccepire sull'universalità delle libertà individuali ma, e lo scrivo sommessamente, sono certo che la libertà assoluta debba essere mediata da leggi regolatrici, altrimenti i cittadini di qualsiasi Paese, persino il più civile, si azzufferebbero per futili motivi. Da qui, nei secoli, la necessità del legislatore a stabilire regole (leggi) utili a una normale convivenza civile. A mio avviso, le regole scritte servono anche a tutelare i più deboli, a garantire chi ha più bisogno.


Ciò detto, la completa liberalizzazione del gioco d'azzardo, online e/o nelle sale autorizzate, non si capisce a chi abbia veramente giovato. La diffusione straordinaria di questo fenomeno, credo, debba essere valutata attentamente nel novero dei veri benefici che essa possa dare al Paese. Non entro nel merito di ciò che si percepisce, attraverso l'informazione, delle:

- Infiltrazioni mafiose nella gestione degli investimenti;
- Persone e famiglie distrutte dai debiti di gioco;
- Ipotesi di lobbying e corruzione.

 

Mi limito solamente a considerarne l'aspetto etico-economico dopo l'episodio clamoroso della penale che la Comunità Europea ha inflitto allo Stato Italiano. E' stato multato di circa due miliardi e mezzo di euro per inadempienze. Chiunque si sarebbe aspettato che lo Stato avesse attinto l'intero onere della penale all'enorme ricchezza accumulata dagli operatori del settore. Invece no!  A questi signori si richiede circa un quarto dell'ammontare, mentre il restante è a carico di noi comuni cittadini. La cosa più grave, e non se ne capisce la ragione, è che i mezzi d'informazione hanno calato uno spesso sipario sull'episodio.

 

E' possibile che per risanare la nostra economia si debba sperare che un esercito di disperati alimenti le slot machine con i propri soldini? E se gli speculatori del settore commettono gravi errori, è giusto che le conseguenze debbano ricadere sui già miseri bilanci dei contribuenti italiani?

 

Come sono lontani i tempi quando, il sabato sera, tra amici, si faceva l'innocente partitina a poker...

 

 27.11.2013


Il canto del cigno

La borsetta di mammà
Giovani cantanti
Giovani cantanti

Cantanti e canzoni celebri in tutto il mondo. Da Caruso a Pavarotti, da Modugno ad Arbore, un popolo, il nostro, con una gran voglia di cantare che negli ultimi tempi, invece, si diverte al tiro al bersaglio: bamboccioni, choosy, sfigati, inoccupabili. Sono le frecce acuminate che continuamente e violentemente colpiscono i giovani in questi tempi poco felici.

 

A volte ho l'impressione che si sia sviluppata una nuova forma di lotta di classe. Al posto della lotta tra classi sociali contrapposte, sembra che si stia facendo largo un forte conflitto tra generazioni. I giovani che accusano i loro padri di aver sperperato la ricchezza nazionale e di non aver saputo cogliere le opportunità che l'Unione Europea metteva a disposizione del Paese. Di non avere investito in istruzione, ricerca e innovazione tecnologica. I padri che rimproverano i figli di scarsa attenzione verso le istituzioni, di non avere spirito di sacrificio e di essere troppo devoti al Dio Divertimento.

 

Una cosa, però, accomuna un po' tutti, anziani e giovani: una completa assenza di sensibilità verso il merito. Per far funzionare il cosiddetto ascensore sociale, e quindi la speranza, non è più necessaria la competenza. Conta moltissimo l'appartenenza. Far parte di una cordata, meglio se politica, è il viatico indispensabile per far carriera.

 

Con gli anni, inevitabilmente, il Paese si ritroverà una classe dirigente incompetente. Speriamo che il canto continui ma che non sia quello del cigno.

 

 17.11.2013


La borsetta di mammà

La borsetta di mammà
La borsetta di mammà
La borsetta di mammà

C'è una domanda che mi assale spesso e, confesso, non riesco mai a dare una risposta esaustiva. La crisi economica c'è ed è evidente. E' un fenomeno sovranazionale a cui, nel Bel Paese, si somma un valore aggiunto: la magica fantasia tutta italiana.

 

La domanda che mi pongo è la seguente: ma perché i locali pubblici, pub, ristoranti sono sempre pieni? Non necessita certo uno specialista per percepire questa realtà. Basta recarsi la sera in Costa d'Amalfi, nei pressi del centro storico di Salerno o al Borgo Scacciaventi di Cava de' Tirreni, tanto per rimanere nel mio territorio di residenza. Eppure nello stesso territorio c'è, forse, la più alta percentuale di disoccupazione giovanile d'Europa e guarda caso, l'età degli avventori dei locali, molto spesso, è al di sotto dei quarant'anni. Una contraddizione non facilmente comprensibile. Azzardo qualche ipotesi:

 

1) L'economia sommersa in questo territorio è così diffusa ed elevata nei volumi che rende i dati ufficiali semplicemente inattendibili;

 

2) Il territorio è densamente popolato e i locali disponibili sono insufficienti a soddisfare la domanda;

 

3) I locali sono di dimensioni contenute perciò sembrano così affollati;

 

4) Nella loro scala delle priorità, i nostri giovani mettono al primo posto il divertimento (insieme al telefonino), cascasse il mondo e rinunciando a tutto il resto.

 

Come già affermato altre volte, a me i dubbi non mancano mai. Una risposta rigorosa e univoca non riesco proprio a darla. A tal proposito, viene in soccorso un mio caro amico che, al contrario, è impermeabile a qualsiasi forma di dubbiosità. E senza timore di essere contraddetto o smentito, riferisce la teoria de "La borsetta di mammà". Sostiene che l'attuale gioventù, anche se palesemente disoccupata o sottoccupata, attinge abbondantemente alle risorse finanziarie dei propri genitori. Genitori che, per una sorta di alternanza generazionale, hanno educato i propri figli abituandoli sempre al meglio, anche quando ciò non fosse facilmente disponibile.

 

Costi quel che costi! Rispondendo alle loro richieste, sovente con un "Si" e raramente con un "No".

 

Il problema si porrà quando, con il tempo, il contenuto della borsetta, inesorabilmente, finirà per esaurirsi.

 

Bah! Che il mio amico abbia ragione?

 

 27.08.2013


Il bicchiere vuoto

Bicchiere vuoto
Bicchiere vuoto

Adoro la tecnologia, chi mi conosce sa che, spesso, la mia indole vira verso la modernità. Pur apprezzando i classici, preferisco l'arte e la cultura contemporanea. Eppure ho vissuto la mia prima adolescenza quando le ragazze non avevano ancora le calze di nylon e nei banchi delle scuole medie pre-riforma tutte portavano i calzettoni bianchi.

 

Ho cominciato a muovere i miei primi passi di ballo con "Si è spento il sole" e "Twist and Shout". Emozionarsi e arrossire era così naturale. Era apprezzata la gentilezza, negli autobus eravamo abituati a cedere il posto alle persone anziane, la marachella era pane di tutti i giorni e qualche volta si esagerava pure ma, credo, eravamo meno arroganti, più sensibili al garbo e alle istanze altrui. Sarà la crisi economica, sarà il bombardamento mediatico, sarà un nuovo modo d'intendere la quotidianità ma in giro vedo una certa arroganza e, soprattutto, tanta volgarità.

 

Quando qualche volta mi lamento con un amico, mi si risponde che i tempi sono questi, bisogna prenderne atto e adeguarsi. Quindi, se ho capito bene:
Un Parlamento che ha votato a favore del riconoscimento di una tal Ruby come nipote di Mubarak;
Un ex Premier, condannato in Cassazione, che ha dato il meglio di sé qualche giorno addietro, davanti a Palazzo Grazioli e alle telecamere di tutto il mondo, piangendo senza ritegno;
Un poco onorevole casertano amico della camorra;
Un'igienista dentale;
Un padre con il figlio trota;
Un collezionista di libri amico della mafia;
Un Governatore ricattato per storie con transessuali;
Un tesoriere di partito maldestro e disonesto;
Un Batman ciociaro;
etc. etc.;
hanno ben rappresentato, plasticamente e ai massimi livelli, il tempo che stiamo vivendo ed è a loro che dobbiamo far riferimento per interpretare al meglio l'etica corrente?

Credo, sia legittimo azzardare qualche dubbio sul nostro futuro quando osserviamo:
Un Presidente della Repubblica, già molto anziano, che ha dovuto raddoppiare il settennato per salvare il Paese dal baratro;
Un'alleanza politica innaturale, incoerente e fuori dai canoni storici che, senza una credibile alternativa, ha dovuto dare un governo al Paese.

Senza contare che, anche se su suolo extraterritoriale, per motivi ancora misteriosi, abbiamo due Papi: uno reggente e l'altro emerito.

Per carattere non sono mai stato pessimista, ho l'impressione che stavolta il livello del bicchiere non sia a metà e, quindi, superflua la domanda se mezzo vuoto o mezzo pieno.

 

Esso è completamente vuoto!

 

 

14.08.2013


C'è posta per te

Cassetta postale
Cassetta postale

Ho un giovane amico ingegnere, con lui il Padreterno è stato tanto generoso. E' bello, intelligente, benestante, ma poi, non so perché, completamente privo di spirito critico. Da quando ha piazzato il computer nel suo studio, è diventato bit-dipendente. Imperversa sui social network con i suoi continui post, ha un pc con tre monitor, due stampanti, una superadsl, otto indirizzi di posta elettronica, tre portatili e due tablet. L’altro giorno ha telefonato dopo avermi inoltrato la seguente email ricevuta dalla moglie:


Ciao Fausto, spero di non disturbarti ma con un’email sicuramente leggerai le parole che sto per scrivere. Da quando ti sei iscritto a Twitter, Facebook, Skype, Google+, Badoo, Orkut il computer ha catalizzato tutta la tua attenzione. Credimi, la mia non vuole essere una polemica!


Per fortuna, i bambini crescono bene. Luigi ha otto anni ed ha uno spiccato senso per l'arte. Di recente, per conto della scuola, ha disegnato la sua famiglia. Nell'approntare il tuo ritratto, ha felicemente integrato nel disegno un magnifico PC. Sicuramente sarai fiero di lui. La piccola Giulia oramai ha quattro anni e ti somiglia molto. Parla spesso di te e ricorda con grande gioia quel giorno che tutti assieme siamo stati ad Amalfi, consapevoli del grande sacrificio da parte tua: Una giornata intera senza toccare il mouse!


Io me la cavo abbastanza, continuo a insegnare e, purtroppo, a scuola gli impegni sono aumentati (ho dovuto necessariamente imparare l'uso del computer). Ho poco tempo per stare con i bambini, ma faccio del mio meglio. Anche la casa è tenuta bene. Forse ti sarà sfuggito, ma abbiamo una nuova collaboratrice domestica di nome Luisa che mi chiede perché la stanza del tuo studio è sempre chiusa e chi la pulisce.


Bene, caro, adesso devo andare, stiamo partendo per la Val Gardena a goderci una meritata settimana bianca e ci sono le valigie da preparare. Ho incaricato Luisa di prendersi cura della casa quando non ci siamo. Terrà tutto in ordine, ti preparerà il caffè ogni due ore e ti porterà i pasti nella stanza del computer. Spero che tu e il computer vi divertiate tanto e che ci possa essere lo spazio per un pensierino a noi tra un download e un post.
Con immutato affetto, tua moglie Giorgia.


Ebbene, il mio amico era sconvolto! La moglie non è più tornata, ha preferito rimanere con il maestro di sci…

 

 

11.05.2013


Il virus misterioso

Medicinale antivirale
Medicinale antivirale

Recita un detto palestinese: "I ricchi hanno Dio e la polizia, i poveri hanno le stelle e i poeti", aggiungo "e qualche volta nemmeno quelli".

 

Un Paese bizzarro il nostro. Per decenni i ricchi sono diventati sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri. Non c'è stata ridistribuzione del reddito e credo, molto sommessamente, che ciò abbia sgretolato un po' tutto il tessuto economico e sociale.

 

Ad aggravare questo fenomeno è sopraggiunto un misterioso virus che colpisce gli occhi delle persone ricche e possidenti. Nonostante le risorse stanziate e l'impegno di numerosi ricercatori, non si riesce proprio a debellarne gli effetti devastanti. Mentre i poveri riescono a "vedere" la ricchezza altrui, tale malattia fa sì che ai ricchi sia impedito di rilevare la povertà che, sovente, negli ultimi tempi, si appalesa in giro.

 

A tal proposito circola, insistentemente tra i ricercatori, la storia di un ricco signore che essendo affetto da tale virus, afferma tutti i giorni: "la povertà è un'invenzione grossolana, illiberale e forcaiola di alcuni politici". Qualche giorno addietro, a passeggio con la moglie, desiderava ammirare vetrine e visitare negozi. Amava interloquire con i commessi e soffermarsi a commentare i prezzi dei prodotti esposti. Quando, davanti a un negozio, vide un cartello con un listino prezzi che così recitava:

 

Pantaloni 12€
Camicia 8€
Giubbotto in pelle 35€
Maglione 10€
Cappotto 20€

 

e rivolgendosi alla moglie:
"Cara, io ho sempre ragione!

La gente si lamenta del superfluo e mente sapendo di mentire quando afferma che tira la cinghia e che i prezzi sono esorbitanti!

Amica mia, ti sembrano cari questi prezzi?"

La moglie rispose: "Ma vedi che quella è una lavanderia!"

Il virus colpisce ancora!

 

 

26.03.2013


Il Paese di Romeo e Giulietta

Giulietta e Romeo
Giulietta e Romeo

Il Paese di Leonardo, Michelangelo, Dante, Galileo, Colombo, Pavarotti, Machiavelli e, perché no, anche di Romeo e Giulietta. Il nostro è veramente un Paese unico per storia, arte, bellezze naturali, uomini. Negli ultimi vent'anni si è completamente arenato, a mio avviso, e attualmente ci stiamo avvitando su noi stessi, senza possibilità di uscirne facilmente.

 

Non sono un esperto, anzi sono sicuramente più vicino all'uomo della strada che ai palazzi della politica, ma, molto sommessamente, addebito tale responsabilità a chi ha dato troppo potere a una sola persona (anche a una certa sinistra che, quando aveva la possibilità di fare una legge sul conflitto d'interesse, ritenne fosse più urgente proporre le 35 ore settimanali e mandò a casa Prodi). Non esiste al mondo, una nazione democratica che abbia dato tanto a una sola persona (leggi Berlusconi). Potere politico, potere economico, potere mediatico. La democrazia, poiché tale, si dovrebbe mantenere sull’equilibrio dei vari poteri.

 

Nell'ultima campagna elettorale, invece di parlare di programmi e proposte per uscire dalla crisi, in televisione, tutti i candidati correvano appresso a B. ed imitare il suo format mediatico. Persino il supersobrio Monti ha dato il meglio di sé... non se ne può più. La gente è esasperata e, quindi,  invece di votare "per", vota "contro". Da qui al "populismo" il passo è breve. Ma cerchiamo, in sintesi, di capire cosa è successo. 

 

Negli ultimi vent'anni è cambiato notevolmente il comune sentire degli italiani. Era radicata ai più  l'illusione che si poteva fare a meno dello Stato, l'importante era apparire, più che essere, bisognava curare molto la persona e la comunicazione e, soprattutto, essere furbi e funzionali alla corruzione imperante. Tanto, i problemi gravi per il Paese erano i comunisti, le toghe rosse e i giornalisti della carta stampata. Insomma si era realizzato il "berlusconismo". Non ci si rendeva conto del dramma che era alla porta.
 

Oggi vediamo sostanzialmente due schieramenti, da una parte gli italiani che considerano pagare le tasse un'opzione, perché versate in differita e non alla fonte. Queste persone, con il berlusconismo, hanno acquisito la mentalità che lo Stato non funziona e che, quindi, per difendersi, diventa legittimo sottrarsi agli obblighi fiscali. Secondo me, finché Berlusconi sarà presente sulla scena politica, potrà sempre contare sul minimo garantito rappresentato da tali suffragi.


Dall'altra parte dello schieramento, sono presenti le persone che le tasse le versano obbligatoriamente alla fonte, con un'aliquota marginale tra le più alte d'Europa. Esse sono disperate per il basso reddito e per la loro paradossale, nonché drammatica condizione di pagare tasse anche per gli altri, spesso molto più ricchi. Un calcio insopportabile a una normale redistribuzione del reddito ed a una comune giustizia sociale.


In questo scenario si è inserita quella che gli esperti definiscono Crisi Economica Globale. Quindi disoccupazione, disperazione, radicalismo e populismo in quantità che non ci possiamo consentire per via dell'enorme debito pubblico che macina inesorabilmente le nostre poche risorse disponibili. Siamo un Paese fortemente a rischio.


Rimane solo la speranza del nuovo Parlamento, per fortuna rinnovato: molti più giovani e tante, tantissime donne. Credo, al di là delle appartenenze politiche, sia giunto il momento in cui si dovrà decidere il nostro futuro. Soprattutto quello di milioni di giovani cui siamo stati capaci di togliere anche una virtù così importante come la speranza.

 

Una virtù su cui avevano costruito il loro eterno amore Romeo e Giulietta.

P.S.: Questo articoletto è tratto da una mia risposta a un commento di un visitatore ne "Il libro degli ospiti", presente sul sito, in occasione delle elezioni politiche di febbraio 2013.

28.02.2013


Scienziati o veggenti?

Madrid - Edificio Metrópolis (Metrópolis Seguros)
Madrid - Edificio Metrópolis (Metrópolis Seguros)

Abbiamo ancora davanti agli occhi le fotografie d’impiegati e dirigenti che lasciavano la sede della Banca Lehman Brothers oramai cotta, anzi decotta. Essi, licenziati in tronco, reggevano le scatole di cartone riempite in fretta e furia con gli effetti personali presenti nei loro uffici.
Quelle immagini sono diventate l'emblema visivo della fine di un'epoca. Quella di una Wall Street arrogante e cinica, preoccupata solo di macinare profitti senza minimamente preoccuparsi degli effetti sulla gente comune (ne ho già parlato nel post "I nuovi Re"). Purtroppo sappiamo anche che è iniziata allora quella che oggi chiamiamo Crisi Economica Globale. Ebbene, ci si chiede come ciò sia potuto accadere? Perché tanti economisti, anche di chiara fama mondiale, sono stati così disattenti e impreparati, se non addirittura conniventi?
In risposta a tutto ciò vale la pena di raccontare questa simpatica storiella. E' l'unica risposta che, credo, si possa dare a questi interrogativi.


Due valenti economisti si recano a un congresso mondiale viaggiando in aereo, da Milano a New York. Ovviamente in Business Class. Coccolati e riveriti dall’hostess di turno, completamente dedicata al loro comfort. Dopo circa mezz'ora dalla partenza, il pilota annuncia che hanno perso un motore, ma non c'è da preoccuparsi perché ne rimangono ancora tre.
I due economisti mettono mano a complicati calcoli statistici che danno come risultato, invece delle otto previste, l'arrivo dopo dodici ore dalla partenza. Nessun problema. Passa però un'altra mezz'ora e il pilota annuncia che un altro motore è andato in avaria. Però ne rimangono ancora due.
I nostri impeccabili scienziati mettono mano alle loro formule e calcolano l'arrivo dopo diciotto ore dalla partenza. Purtroppo passa un altro po' di tempo e il pilota annuncia nuovamente che un terzo motore è andato in "fumo", quindi rimane un solo motore.
I due economisti/scienziati mettono di nuovo mano al tablet di ultima generazione e il risultato segnala l'arrivo dopo ventiquattro ore dalla partenza. A quel punto uno dei due, un po' preoccupato, si gira verso l'altro e gli dice: "Beh, speriamo che non vada in avaria il quarto motore, altrimenti rischiamo di rimanere in aria per sempre".


E' solo una storiella, ma dall'esperienza che, spero, ci stiamo lasciando alle spalle, se ne ricava il sapore tutto amaro che questi "scienziati" sembrano più avvezzi alla sfera di cristallo che alla pura conoscenza.

 

 

12.02.2013


Piccolo è bello

Paestum - Picnic in pineta
Paestum - Picnic in pineta

Ho un amico ingegnere di cui ho già scritto nel post "I nuovi Re". Siamo amici da molti anni e, come scrivevo nel post precedente, spesso parliamo di politica. La sua tesi contempla una visione entusiastica del quadro economico in cui opera la Piccola Impresa. In effetti, ricordo perfettamente negli anni ottanta, quando imperavano i governi del CAF (Craxi, Andreotti, Forlani), insieme al mio amico, era tutto il Paese a osannare il sistema italiano delle Piccole Imprese. Un sistema basato sulla parcellazione del tessuto industriale dando, nella stragrande maggioranza dei casi, la conduzione dell'impresa ai componenti familiari della proprietà. Nulla da eccepire, per quel periodo!


Negli anni novanta prese forma un altro Totem. Con l'avvento di un'economia fondata prevalentemente sul terziario, si tendeva a magnificare la Partita Iva. La professione libera diventò un faro che illuminava la stragrande maggioranza dei giovani: sia quelli indirizzati verso un'attività ad alta scolarizzazione; sia gli altri, indirizzati verso un'attività di tipo artigianale. Così che all'inizio degli anni duemila, fatto cento il numero delle Partite Iva presenti in Europa, l'Italia ne aveva pressappoco venticinque. Un vero record. Nel frattempo i grandi santuari dell'industria venivano demoliti. Aziende con molte migliaia di dipendenti venivano smantellate in virtù dell'avvento del "Piccolo è bello". Quindi dismissioni, esternalizzazioni, acquisizioni a non finire.


Questo sistema della Piccola Impresa e delle Partite Iva, affermava il mio amico ingegnere, è stato per molti anni il fiore all'occhiello della nostra economia. Qualche volta mi permettevo di obiettare che se queste imprese non si fossero consorziate tra loro per condividere servizi, consulenze, comuni esternalizzazioni e, soprattutto, RICERCA, sarebbero finite miseramente nel pantano del declino. Intanto la "nave" andava e il verbo liberista dell'economia si affermava. Tutti vivevano felici e sorridenti, soprattutto il mio amico ingegnere quando mi stuzzicava per la visione troppo prudenziale che avevo dell'economia. Tanto sarebbe stato il mercato ad aggiustare tutto!
Bene! Anzi male! Il mercato ha proprio aggiustato tutto. Basta girarsi intorno e leggere quanta felicità brilla negli occhi dei tanti, tantissimi disoccupati, precari e sottoccupati.


E' noto che il numero dei brevetti registrati, negli ultimi anni, è calato notevolmente. Quindi le imprese se vogliono innovare devono attingere, spesso, a brevetti non italiani. La RICERCA nelle università, a causa dei tagli finanziari, è praticamente irrisoria. Le Piccole Imprese, proprio perché piccole, non avranno mai le risorse necessarie per finanziare tale importante attività. Solo nelle grandi aziende è possibile trovare dipartimenti che mirano a studiare nuovi materiali e nuovi sistemi da brevettare. Ma oramai sono pochissime, non sono il tessuto primario dell'economia del Bel Paese.
Intanto se le nostre aziende non innovano i loro prodotti, finiranno per essere stritolati dalla concorrenza estera.

 

L'amico mio ingegnere sta prendendo coscienza che non sempre "Piccolo è bello"...

 

 

30.01.2013


La nuova rete

Cilento - Pescatore
Cilento - Pescatore

Qualche giorno addietro, ho letto un articolo su un quotidiano online che parlava degli immigrati, magrebini e non. Essi non si accontentano più dell'Italia come Paese nel quale costruire il loro futuro e realizzare i loro sogni. L'Italia è solo un Paese di transito. I sogni si realizzano altrove, in Francia, Germania, etc. etc. Una nuova rete di bisogni e soddisfacimenti si sta sviluppando, scriveva il giornalista.

 

Da ciò qualche mia considerazione. Il giovane italiano scolarizzato, non trovando il lavoro in virtù del quale ha studiato, è costretto ad emigrare pure lui. Per fortuna, all'estero, nella stragrande maggioranza dei casi, c'è ancora il metro della meritocrazia. Per cui, chi è preparato ed è disponibile a impegnarsi avrà lo spazio dovuto. Dovrà competere, per affermarsi, con i residenti, con gli altri immigrati succitati, con le avversità che, inevitabilmente, incontrerà un giovane lontano dalla propria terra natia. Alla fine, se tutto è andato per il verso giusto, sarà gratificato per il lavoro, il salario e il tenore di vita che avrà realizzato.

 

La scuola italiana, per decenni fiore all'occhiello del nostro Paese, per una politica dissennata e miope, sta andando alla deriva. E credo in modo irreversibile. Ovviamente la qualità dell'insegnamento e della preparazione degli alunni tenderà sempre più a diminuire. Credo sia legittima una domanda. Se scadrà (ed io credo che in alcune realtà geografiche sia già scaduto) il grado di preparazione, questi giovani potranno essere bravi, e quindi competitivi, così come lo sono stati fino ad ora?

 

Mi permetto qualche dubbio. Per risanare l'economia del nostro Paese va bene mettere le tasse, va bene tagliare la spesa pubblica, va bene fare tutti i sacrifici dovuti, ma per favore, non distruggete quella che ancora si chiama speranza. Non sono un insegnante e non ho insegnanti in famiglia, mi pregio di far parte di una generazione da sempre consapevole che la cultura deve essere un valore fondante per uno Stato. Per fortuna è solo da poco tempo che qualche ministro/scienziato ha sentenziato che con "la cultura non si mangia". Mi permetto di affermare che è vero proprio il contrario. Pian, pianino con l'abbassamento dei salari, i tagli alla ricerca, i mancati investimenti per un'economia più tecnologica, ci stanno portando a essere competitivi, forse e con tutto il rispetto, solo con i paesi Asiatici e Africani. Quindi, ancora più miseria, corruzione, disoccupazione.

 

Altro che Europa! E' questo che i giovani italiani meritano?

 

22.01.2013


Lo strabico e la collina

Toscana - Val d'Orcia
Toscana - Val d'Orcia

Il contadino dove compro la verdura e mi fornisce le uova fresche per i nipotini è molto strabico. E' un gran simpaticone, con una brillante predisposizione all'ironia, anzi, all'autoironia. Mi racconta che quando attraversa la strada dove abita, gli automobilisti, incrociando il suo sguardo, stupefatti, pensano che lui guardi alla collina di fronte invece di badare al pericolo delle auto che sfrecciano.


Negli ultimi tempi sembra che lo strabismo sia diventato un difetto molto comune. Mi riferisco a quello che è successo al Consiglio Regionale del Lazio e che, probabilmente, nelle prossime settimane succederà altrove. Tutti addosso a Franco Fiorito. Come nel 1992, appena scoppiò Tangentopoli, tutti addosso a Mario Chiesa. La gente, come il mio amico contadino, attraversando la strada, invece di fare attenzione all'auto che arriva, osserva sbadatamente la collina di fronte scambiando la causa con l'effetto.


Credo, molto sommessamente e facendo le debite eccezioni, di poter individuare la causa di questi fenomeni nel declino ideologico dei partiti e nel decadimento dell'integrità morale che nel passato caratterizzava la militanza politica. Il risultato è l'assoluta mancanza di vigilanza nei confronti degli attori pubblici (la cosiddetta "casta"). Paradossalmente, la maggioranza (gli onesti) non riesce a controllare la minoranza (i disonesti). Questo motivo, credo, rende imperante l'antipolitica nel nostro Paese. Non possiamo fare molto... ma se nel giro dei nostri amici, conoscenti, condomini abbiamo sentore di qualche "mariuolo" almeno indigniamoci.

 
Indignarsi, purtroppo, è un "verbo" che nessuno coniuga più!

 
Il mio amico contadino quando attraverserà la strada continuerà a guardare la collina. Dovrà farlo per forza. Certamente, non per pigrizia mentale.

8.10.2012


Il futuro sarà Donna

Lara
Lara

Il secolo scorso, l'amato/odiato Novecento, tra tanti demeriti, guerre, fondamentalismi ideologici, dittature terribili, consumismo sfrenato, etc. ha avuto il merito, senza nessun timore di smentita, di aver elevato il livello sociale della donna "quasi" quanto quello dell'uomo. Appunto "quasi".

 

Dalla notte dei tempi, la diversificazione dei ruoli tra l'uomo e la donna è stata funzionale al tipo di economia vigente. Prima la caccia e la pesca, successivamente il lavoro pesante dei campi agricoli, infine la dura realtà delle fabbriche. Queste economie avevano in comune una caratteristica: gli addetti alla produzione dovevano necessariamente possedere forza fisica, coraggio e, soprattutto, autorità patriarcale. In definitiva, l'uomo a procurare il cibo, la moglie a cucinarlo e a far crescere i figli.

Con l'avvento dell'economia post-industriale, i muscoli non servono più. Nella società di Internet non serve la forza. Basta il sapere, l'intuito, la creatività. Sono queste le caratteristiche che un popolo deve avere per arricchire la propria Nazione. E poi... la crisi dell'attuale sistema economico responsabilizza entrambi i generi nei confronti della prole e della società stessa.

E' la prima volta nella storia dell'umanità che le donne possono avere il predominio nei confronti degli uomini. Per rendersene conto basta vedere le statistiche nelle Università, analizzando i dati, emerge che la percentuale di laureate donne è nettamente superiore a quella dei colleghi (Fonte AlmaLaurea).

 

Ne deduco che, vedendo una bimba di fronte a me, realizzo la certezza di un futuro in cui non ci sarà bisogno di sculettare per fare carriera. Anzi, facciano bene attenzione i maschietti...

17.09.2012


Dalla parte del cavallo

Roma - Vittorio Emanuele II (Altare della Patria)
Roma - Vittorio Emanuele II (Altare della Patria)

Nel passato, quanto più era importante e blasonato il cavaliere, tanto più il cavallo doveva essere bello, prestante e baldanzoso. Passavano gli anni e il cavallo invecchiando perdeva tali virtù. Per questo motivo veniva trasferito, riservandogli l'umile condizione della soma. Vita dura e senza speranza.


Ad aggravare la situazione c'era la presenza del maiale nella stessa stalla. Quest'ultimo non perdeva mai occasione per dileggiarlo e deriderlo. A causa del suo stupido compagno, il cavallo passava i suoi giorni infelice, arrabbiato e stanco.


Un giorno, il suo vecchio cavaliere si presentò nella stalla a fargli visita. Era in compagnia del padrone di casa, suo caro amico. Pensando alle trascorse avventure vissute assieme, lo riempì di carezze e di premure. Con enfasi, comunicò all'amico che quello era veramente un gran giorno.
"Fantastico!" disse il padrone di casa "Ci aspetta una grande festa, ammazzeremo il maiale e faremo una bella tavolata!"

 

La crisi economica non ci fa mancare proprio nulla. Mai sorridere sulle disgrazie altrui...

 

23.07.2012


I nuovi Re

Madrid - Banco de Espana
Madrid - Banco de Espana

Ho un amico ingegnere. Ama parlare di politica. Anzi di macro-politica, quindi grandi scenari: globalizzazione, libero mercato, democrazia economica, G20, centralità del mondo occidentale e cristiano.
E' bravo, si documenta, sa argomentare bene le sue tesi.
Al contrario, io navigo sempre in un mare di dubbi.
La certezza, per me, è come Itaca: sempre lontana, sempre all'orizzonte.
Quindi, ragionamenti a non finire.

Il dubbio vs. la certezza!

 
L'altro giorno, durante l'ennesima discussione, ho accennato ai nuovi Re, al nuovo Impero. Quello che definisco il REGNO della finanza planetaria, che nessun governo riesce a  controllare, anzi è il REGNO che controlla i debiti sovrani dei singoli Stati e, quindi, la loro politica. E mentre il singolo Paese ha una sovranità limitata dalla propria geografia e dal proprio diritto, il REGNO è un'entità liquida e astratta, oserei, quasi invisibile. Può effettuare transazioni finanziarie, via Internet, da qualsiasi parte del mondo.

Con pochi click si arricchisce condizionando pesantemente la vita di milioni di persone.
Altro che democrazia, libero mercato e centralità occidentale...
"Liberamente" e "democraticamente", da cittadini siamo diventati sudditi.


Il mio amico ingegnere si è convinto a rifare qualche calcolo...

23.06.2012


La speranza è giovane (ma la FREGATURA è vecchia)

Roma - Giovani musicisti in Via del Corso
Roma - Giovani musicisti in Via del Corso

Adesso sembra che qualcuno si stia accorgendo dell'inadeguatezza della nostra classe dirigente a gestire le criticità che assediano il nostro vivere quotidiano. Ritengo, personalmente, che ciò corrisponda al vero e aggiungo che in futuro sarà molto dura.


Basta guardarsi intorno. Noi, veramente siamo un popolo strano.
Creativi, geniali, coraggiosi, artisti, allegri, però se dobbiamo scegliere una persona per riempire una casella, in un qualsiasi tipo di organigramma, dall'azienda al condominio, dall'oratorio alla bocciofila, dal partito politico alla O.N.L.U.S. preferiamo l'amico o l'amico dell'amico. Insomma la persona che ci garantisce di più sul piano della fedeltà e non sul merito delle competenze.
Se non è miopia, non credo sia il massimo della lungimiranza...


Con un simile scenario fanno bene i giovani ad espatriare. Noi condividiamo l'angoscia del giovane che emigra, consapevoli della FREGATURA di chi resta: paghiamo (con le nostre tasse) il loro ciclo scolastico e poi delle competenze acquisite ne beneficiano altri Paesi.

06.06.2012


Non ci crederete, pure al Vesuvio gli FUMANO...

Pompei - Scavi archeologici e Vesuvio sullo sfondo
Pompei - Scavi archeologici e Vesuvio sullo sfondo

Il poeta declamava:
"Chi non sa o non vuole aspettare,
irriso da tutti, mai saprà amare!".

Ne siamo tutti consapevoli, bisogna essere amici della Signora Tranquillità per vivere bene, bisogna saper aspettare per cogliere l'attimo affinchè la Saggezza possa scandire bene i suoi tempi....
 

Dall'altro versante Lucio Battisti nell'indimentica-

bile "Giardino dei ciliegi" cantava:
...troppo spesso la saggezza è
solamente la prudenza piu' stagnante...

E' vero che non siamo nel 1929 ma, a volte, credo che faremmo bene a svegliarci da questo lungo torpore e far FUMARE pure a noi qualche attributo che pudicamente teniamo ben nascosto.

 

19.05.2012


Il sorriso nutre l'anima

Pamplona - Una mima vestita di bianco
Pamplona - Una mima vestita di bianco

Il sorriso nutre l'anima come
il candore della luna nutre
le terse notti d'agosto.
E' la strada che porta dritto al cuore.
E' la carezza per ogni guancia,
principalmente per quella
che il sorriso non conosce.
La crisi può toglierci tutto
ma non l’ironia, l'entusiasmo, la fantasia.

 

E' stata scattata durante il meritato

riposo di questa simpatica mima.
Il sorriso risente della stanchezza

ma è emblematico per raccontare

il tempo che scorre intorno a noi.

 

 

 

 

 

 

 

 


27.04.2012


La vecchietta e il banchiere

(e poi dicono gli anziani...)

Toledo - Anziani che ballano in piazza
Toledo - Anziani che ballano in piazza

Un giorno, una vecchia signora si presentò alla Unicredit con una borsa piena di soldi. La vecchia signora insisté per parlare con il presidente della Banca, volendo aprire un conto ed affermando di avere tanti soldi. Dopo varie discussioni, un impiegato la condusse dal presidente.

Il presidente allora le chiese quanto voleva depositare. E lei rispose: “1.500.000 euro”, poggiando la borsa sulla scrivania. Curioso, lui le chiese com’era riuscita a risparmiare tanto... La vecchia signora gli disse che faceva scommesse. Sorpreso, il presidente le chiese: “Che tipo di scommesse?" La vecchia rispose: “Del tipo: scommetto che i suoi testicoli sono quadrati".

Il presidente rise, dicendo che allora era impossibile vincere questo tipo di scommessa. Allora la vecchia propose: “Vuole scommettere che vinco?".  ” Certo - rispose il presidente - scommetto 250.000 euro che i miei testicoli non sono quadrati ". La vecchia rispose: “ Siamo d’accordo. Ma vista l’entità della scommessa, ritornerò domani alle dieci con il mio avvocato per testimone, se non ha niente in contrario".  “ D’accordo" rispose il presidente.

Durante la notte, il presidente era molto preoccupato per la scommessa e per molto tempo rimase di fronte ad uno specchio esaminando i propri testicoli, girandoli da un lato all’altro, tantissime volte, assicurandosi, senza possibilità di errore, che quei maledetti non potevano essere quadrati, sicuro di vincere la scommessa.

Il giorno dopo, puntuale alle dieci, la vecchia signora si presentò, con il suo avvocato, al presidente della Banca per confermare la scommessa di 250.000 euro che i suoi testicoli erano quadrati. Anche il presidente confermò che la scommessa era in piedi.

La vecchia signora gli chiese di abbassare i pantaloni, affinché l’avvocato potesse vedere tutto. Il presidente accettò di sua libera e spontanea volontà. La vecchia allora si avvicinò e gli chiese se poteva toccarli.

“Certo”, rispose seccamente il presidente. “Considerando la somma, ha il diritto di controllare personalmente”, pensò.

Allora la vecchia lo fece con un lieve sorriso …

Il presidente notò che l’avvocato prendeva la rincorsa e sbatteva la testa contro il muro, incuriosito chiese alla signora perché lo faceva ...

E lei rispose: “Probabilmente, è perché ho scommesso con lui 1.000.000 euro che, intorno alle dieci, io avrei tenuto tra le mie mani le palle del presidente dell’Unicredit!”

25.04.2012


La casa del futuro

Matera - I Sassi
Matera - I Sassi

Un amico, professore e filosofo, mi aveva convinto della bontà di un suo SCHEMA per valutare il benessere di un Paese e, quindi, il suo grado di civiltà. Affermava: "Basta considerare prioritarie le condizioni di vita dei cittadini più deboli: i disabili; i bambini; gli anziani".


Ebbene, mai nella storia del nostro Paese, c'è stata una mortalità infantile così bassa, c'è stata un'aspettativa di vita degli anziani così alta, c'è stata una così sensibile attenzione verso i diritti dei disabili come negli ultimi cinquant'anni.
Sembra che il mio amico avesse perfettamente ragione!
Però, obietto sommessamente io, negli ultimi decenni, tra l'altro, è aumentato a dismisura il debito pubblico, è stato martoriato, spesso in modo irreversibile, l'ambiente, è aumentata la corruzione e la criminalità organizzata, è stato dato immenso potere alla finanza, si è affermata la cosiddetta "economia liberista". E aggiungo che, molto probabilmente, gli ultimi eventi elencati metteranno, inesorabilmente, in discussione quelli precedenti e saranno forieri di nuova povertà.


Adesso tocca a me!  Devo assolutamente convincere il mio amico a correggere il suo SCHEMA e rimodulare le priorità!

24.04.2012


La musica ci salverà

Madrid - Band musicale per strada
Madrid - Band musicale per strada

Il malessere ci tiene sospesi
nel tempo che scorre intorno.
Ecco un ritmo incessante
che arriva fino all'anima
e il male magicamente scompare.
Il sorriso s'impadronisce
del corpo, scuotendolo tutto.
Balliamo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19.04.2012


Speranza, paura e povertà

Madrid - Coda ai chioschi della Lotteria
Madrid - Coda ai chioschi della Lotteria

Nella centralissima

Plaza de la Independencia, Madrid.
La coda della speranza vige

ai due chioschi della Lotteria.
 

Un uomo cammina veloce

e, concitato, parla al suo telefonino.
 

Il ragazzo magrebino,

visibilmente triste,
sembra completamente

perso nella sua povertà.

 

Ebbene, questa scena,
apparentemente banale

e, oserei, quasi noiosa,
secondo il mio modesto parere,
racchiude l'essenza del tempo
che sta scorrendo intorno a noi.


13.04.2012