Fukushima, il sonno della ragione...

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O Dio della modernità,
che tutto crei
e tutto struggi, ascolta
il nobile urlo dei semplici.

Una bellezza effimera
e malsana ha sterminato
i nostri sogni fatti di luce
e tenebre senza spavento.

Noi tutti dal ventre
terra avevamo il respiro
e l’utero accarezzava
la vita e il frutto dei campi.

Invece del bello e del sano,
scorgo, di fronte, un mostro
vorace, sordo e cieco
che vanifica i sensi tutti.

Ma lo sguardo è all’orizzonte,
munifica ribellione
di soffocate menti a spensare
ragione e lucida redenzione.

10.04.2011