Torno stanco la sera

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Cilento - Pescatore
Cilento - Pescatore

Palude di gesti
monotoni e noiosi.
Putrefazione di cielo
oramai privo di blu.

E’ danza senza note,
è sudicia rugiada.
Assillo luccicante
di sciabole impazzite.

Amico mio pittore, perché
rinunci al sole improvviso?
Per quale ragione smarrisci
il pennello dell’illusione?

La tela che mi offri
è grama, arsa d’amore.
E’ pianto di un bambino
senza più domani.

Scorgo il mio tetto
e seminando parole,
raggiungo il porto
della mia fatica.

Un po’ di bestemmie
e qualche bicchier di vino,
ad affrontar la notte, quando
l’angoscia si mescola al mistero.

Il passato scorre pigro,
a volte si ferma.
E’ così che scopro
l’assenza della vita.

  27.01.2013